50 Sfumature di Batman – Recensione POCO seria

Giuro che non volevo!

Voglio anticipatamente chiedere scusa a tutte coloro che si sentiranno offese o derise da questo post e a mia madre per ciò che sto per fare. Ho cercato di resistere in ogni modo… ma voglio, DEVO, dire la mia su “50 sfumature di grigio”!!
A suo tempo, non riuscendo a capire il perché di tanto successo della “saga delle sfumature”, decisi di toccarne con mano la consistenza (…mai frase potrebbe risultare più infelice, visto il tema del post!), leggendo il primo dei capolavori della Dottoressa E. L. James. Il capostipite… la pietra emiliana della trilogia. Dopo neanche un paio di giorni, il sistema di autodifesa del mio cervello, aveva rimosso ogni traccia di quanto letto.
Grazie a Mediaset ed alle sue meravigliose esclusive, qualche sera fa,…il film! In prima serata! Yeah!
I due protagonisti: Anastasia, per le amiche “Ana”, che già il soprannome è tutto un programma; è una studentessa universitaria, ordinaria e piuttosto triste nella sua vita da friggitrice di patatine al McDonald di Centocelle. Ha il sexappeal di uno scaldabagno e trascorre le giornate a mordersi le labbra. Cristiano, giovane belloccio, ricco amministratore di una società che… che io non ho ancora capito di cosa si occupa!!!
Che colpo di genio il riccone e la mezza cessa!

Ma andiamo per gradi.
Il loro primo incontro.
La migliore amica di Anastasia, di cui ignoro completamente il nome, ha le sue cose e non può andare ad intervistare il signor Cristiano per il “Cioè” universitario. Chiede così alla giovane friggitrice di patatine di sostituirla. Lei, vestita in modo sciatto, che certi vestiti non riusciresti a trovarli neanche sugli scaffali più nascosti di Mas, accetta. Gli uffici del giovane imprenditore sono pieni di stangone bionde tirate a lucido; la sede di Playboy potrebbe sembrare un convento di suore di clausura in confronto.
Anastasia, dopo essersi intimamente vergognata per il suo look da stracciona, giunge finalmente nel “modesto” ufficio di Cristiano; alto quanto basta, vestito come un manichino di Oviesse, occhio vitreo da pesce andato a male da mesi e quel sapore cupo di “Batman de noantri”. Lo vede e….. inciampa! Cade! Casca per terra come una pera cotta… sul niente!
Simulazione! Cartellino giallo!!!
“Ho inciampicato!” afferma evidentemente imbarazzata ed io penso “Chissà perché tutto questo imbarazzo; in fin dei conti ancor prima di presentarti, ti sei ritrovata a 4 di bastoni neanche fossi stata colpita da improvvisa labirintite”.
L’intervista scorre liscia come la pelle della Kidman senza quei 5 o 6 chili di botulino che si è fatta sparare in faccia e grazie ai quali, oggi, potrebbe fare da controfigura ad Alien senza neanche un filo di trucco.
Acceleriamo un po’.
I due iniziano a frequentarsi, caffè, regali ed altre cose inutili. Lei su laurea, si ubriaca ed il suo migliore amico si sfrega le mani perché dopo 42 anni potrebbe approfittare della situazione per il salto del burrone che divide la friend zone dalla sveltina zone; Cristiano arriva con il suo mantello da Amministratore Oscuro, la salva e la porta in hotel… La mattina dopo: “Non t’ho toccata!”.
Rallentiamo: il fulcro di tutta la storia.
Cristiano racconta ad Anastasia di una stanza dei giochi ed esce fuori il contrattino (tipo quello del compianto Mario Magnotta) che “Io padrone tu schiava”; ma Anastasia è interdetta e lui, che di affari se ne intende (in ogni senso!), le offre un collaudo dell’apparato “senza impegno e con le detrazioni fiscali che non si sa per quanto ancora saranno attive”, come direbbe Giorgio Mastrota. In poche parole le permette di “assistere” (nel verso senso della parola dato che lei non alzerà neanche un dito!) ad una dimostrazioni gratuita che le chiarirà le idee per scegliere se accettare o meno il tanto chiacchierato contrattino. In pratica, ciò che cerca di fare ogni giorno il consulente della Folletto.
Ma invece che estrarre l’aspirapolvere (…no!!! Non pensate male!!!), nella stanza dei giochi iniziano a volare frustini, manette, bendaggi vari ed oggetti in pelle umana.
Anastasia, tutta casa e McDonald, inizia così il suo personale viaggio a bordo dell’ Enterprise del piacere. Scopre orizzonti nuovi e mai esplorati prima, ma avere un autista personale o svolazzare in aliante col suo bel riccone non riesce a lenire il suo dolore (e bisognerebbe capire di che dolore si tratti). Cristiano, da buon Amministratore Oscuro, ha un passato burrascoso che l’ha segnato in modo indelebile. I suoi gusti sessuali ed il contrattino, sono le conseguenze di ciò che il giovanotto ha vissuto; lei, da buona crocerossina, decide di doverlo guarire!
…ma lui non può e non sa amare… e ‘sta situazione si trascina con inesorabile pesantezza per quasi tutta la seconda parte della storia fino a quando lui “eh ma poi devo punirti!”. Anastasia, ancora non soddisfatta della dimostrazione gratuita, decide così di provare anche la punizione, facendosi prendere a scudisciate sulle chiappe per ben sei volte; e invece di gridare “Daje Soldatino!!!!”, il fustigatore oscuro intima alla ragazza di contare ad alta voce i colpi che le verranno inferti perché, nonostante sia amministratore della società che non si è capito di cosa si occupi, sa contare fino ad uno!
Acceleriamo.
Lei piange, un po’ per le chiappe ormai fantozzianamente di colore rosso pompeiano, un po’ perché, forse, inizia ad avere il leggerissimo presentimento di essersi accoppiata con uno psicopatico; lui sembra quasi dispiaciuto perché, probabilmente, avrebbe voluto farla travestire da Robin.
Ultima scena.
Chiacchiere inutili, lei se ne va, lui la segue; lei arriva in ascensore, lui si ferma subito prima delle porte.
Lei “Cristiano”
Lui “Anastasia”
Si chiudono le porte… FINE.
Le mie conclusioni.
Se l’Anastasia del film ha 21 anni io sono la reincarnazione di John Lennon.
Anastasia dovrebbe smettere di mordersi le labbra perché non fa sexy e dopo un po’, scusate il francesismo, rompe le palle.
Anastasia dovrebbe citare per danni il suo parrucchiere! Andare in giro con quell’acconciatura un po’ anni ’90 un po’ “Oddio mi sono scappate le forbici” dovrebbe essere un reato punibile con la messa al pubblico ludibrio nella piazza principale della sua città. Pettinarsi come uno spaventapasseri non è cool e non fa tendenza!
Cristiano è un fan di Batman.
Cristiano ha la stanza dei giochi, ma invece della playstation, ci ha fatto installare il kit del giovane fustigatore mascherato e, tra una telefonata di lavoro (quale?) e l’altra, propina contrattini padrone/schiava porta a porta. (…”porta a porta”…”contrattini”…ho come l’impressione di aver già vissuto una scena simile…… E questa idea mi ronza in testa come una “Vespa”).
Cristiano non ride mai! Ha una paresi facciale.
La migliore amica di Anastasia dovrebbe essere grata alla piccola friggitrice di patate perché, come si dice in gergo, le ha salvato le chiappe…e non solo in senso figurato.
Il miglior amico di Anastasia é il personaggio più inutile di sempre nella letteratura e nella cinematografia mondiale al pari di uno dei vampiri di Twilight di cui non ricordo il nome.
Se Cristiano fosse stato un collezionista seriale di farfalle, la saga delle 50 sfumature avrebbe venduto tra le 12 e le 25 copie (il numero varia seconda di quello del numero dei parenti dell’autrice).
Non vedo l’ora che esca il secondo film…..

 

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