Un Giorno con Barbara Calzolari

E’ una mattina di Ottobre, il 22 precisamente, mi sono svegliata (e non parte la canzone partigiana a cui stai pensando!) e con enorme emozione mi sono accinta a vivere una giornata meravigliosa ed illuminante. Bevo il mio caffè e non vedo l’ora che passino quelle ore che mi separano da lei. Non so ben riconoscere se sono più “spaventata” dall’idea che l’alone mistico che ruota sulla testa della mia *dea* si infranga, o più elettrizzata di trovarmela davanti in carne ed ossa dopo averla solo vista e rivista… e rivista ancora sul web ed aver letto tutto ciò che è reperibile su di lei. Finalmente è ora di uscire, anche se sono stranamente in anticipo. Andiamo che i parcheggi in centro sono difficili… poi di sabato…Barbarella_ig_locandina

Roma è grande, non in senso metaforico, ma proprio parlando di chilometri! Ci metterò un bel pò ad arrivare considerando che non vivo decisamente vicino al centro. E chissà quanto dovrò 20161022_103402girare per trovare un parcheggio… per fortuna mi sono ricordata gli spicci per pagare la sosta, spero solo di perdermi… ma tanto c’è google map! Mentre tutte le mie ansie vengono fuori, nemmeno mi accorgo che in fondo non sto trovando così tanto traffico… strano! Ma guarda, sono già arrivata e devo svoltare propr… ops. Retromarcia veloce che non c’è nessuno, ma porc!! Questa è una strada senza uscita… avrò sbaglia… eccolo! Vertecchi è proprio qui… e … in quel posticino piccino proprio davanti la vetrina la mia Tina ci sta!! E’ una Smart, l’ho comprata solo per questo!! Accidenti, quanta fortuna stamattina… sarà buon segno? (Si lo so, sono una pazza paranoica che crede nei segni dell’universo!).  Molto bene… troppo.

Mi accorgo di essere anche in discreto anticipo, e non mi riconosco, quindi comincio a girovagare, ma la mia concentrazione è tutta nella ricerca di un indizio su dove sia lei e dove io debba andare. A furia di osservare e non parlare… quasi faccio tardi alla fine! Ecco, ora sì che mi riconosco. Finalmente chiedo ad un gentilissimo ragazzo che scopro essere poi colui che mi ha aiutato via mail a risolvere uno strano problema con la prenotazione; saldo e acquisto il materiale che mi manca. “Andiamo” mi dice, e mi accompagna nello spazio adibito al workshop. Arrivo, la vedo, quasi mi copro per nascondermi un pò. Cerco il mio posto, perchè ad ognuno di noi “allievi” è stato preparato un bellissimo pacchettino con dei confetti (direttamente da Sulmona) che porta il nostro nome, naturalmente scritto dalle mani della Signora Barbara Calzolari.Barbarella_igprofilePer comodità, e anche perchè io sono solita soprannominare persone e cose da sempre, da ora la chiameremo Barbarella. Pochi minuti ed inizia a parlare, ed io mi rendo conto che è proprio vera, cioè è qui davanti sul serio e non c’è uno schermo dentro cui ficcare il naso per avvicinarmi di più, se mi avvicino troppo le potrei dare involontariamente una capocciata!! I miei timori di qualche ora prima e la paura di vedere la mia adorazione andare in frantumi passa dopo forse 3 minuti netti. Lei, Barbarella, è uno spettacolo. Parla con enfasi e schiettezza, senza indorare troppo la pillola ma con delicatezza. Non è saccente, non è distaccata. Parla con empatia, ed ogni tratto che scrive lo racconta come una trasfigurazione di un qualcosa di prezioso, da maneggiare con cura. Un continuo di metafore di vita, di energia, di sentimenti e passione viscerale. Trasmette enfasi ma determinazione, estro ma regole, magia e costanza. Dice tantissime cose, cose che vorrei registrare una dopo l’altra; dice che si deve partire e ripartire continuamente dalle basi, che lei stessa è in continua fase di formazione. Insegna quello che sa con trasporto ed esprime una semplicità così disarmante che penso di sembrare una “adepta” in adorazione come quando ero piccola e guardavo le foto di Mark Owen o Brandon Walsh (che poi ho scoperto spicciavano casa a Robbie Williams e David Silver da grande, ma sorvoliamo). Barbarella inizia a spiegarci come usare i brush pens, filosofeggia con semplicità su ogni svolazzo e su ogni tratto che a lei viene in modo decisamente diverso dal mio, ovviamente. Ogni foglio di spiegazione che finisce lo attacca su un armadio e ci dice di non distrarci a fare foto alla proiezione, perchè ci mette i numeri e ce li possiamo fotografare quando vogliamo. Si scusa addirittura di non poterceli lasciare, perchè sono parte del materiale che userà per il suo nuovo libro.

Comincia a girare tra noi (che tanto per essere chiari, siamo tutti in adorazione!!) per correggerci. Quando arriva da me, che ovviamente le faccio domande, si trova “contromano” per poter scrivere. E si siede. Si siede sulla mia sedia, a metà con me. Ora non voglio sembrare ambigua, ma questo semplice gesto, ai miei occhi, è stato così ermetico di quella che è l’attitudine di questa donna che non posso non condividerlo! Una persona di un calibro così alto, con delle competenze ed uno storico ineguagliabili, colei che è riconosciuta come una dei 12 calligrafi più importanti del mondo, che ha studiato col signor Spencerian (colui che dà il nome allo stile calligrafico Spencerian), che ha scritto e trascritto documenti per le occasioni più importanti ed ufficiali che esistono… (insomma se dico che è la dea ci sarà un motivo!?) si mette chiappa a chiappa con me! Mentre si chiacchiera di pennini, di vita, di storia e di Pentel, e ci racconta con semplicità aneddoti pazzeschi, ti fa capire quanto la grandezza intima di una persona risieda e si manifesti nel modo in cui interagisce con le persone sconosciute ed alle quali non è legata in alcun modo.

E’ ora di pranzo, andiamo tutti insieme in un posto qui vicino ed io cerco di piazzarmi il più vicino possibile a lei, perchè non vorrei perdere la possibilità di scambiarci due parole. E di fatto ci riesco, si chiacchiera di normalità e non fa monologhi, parla con tutti e non si scoccia a rispondere a nessuna delle mille domande che le vengono fatte. Gliene arrivano così tante che alla fine non finisce neanche il pranzo!

Il pomeriggio  continua così, il tempo vola e presto arriva il momento di chiudere il corso. Di già?? Si dispiace, Barbarella, perchè il tempo è così poco e lei vorrebbe spiegarci molto altro. Lei si dispiace… (!!!) Naturalmente si resta almeno un’ora in piu’, mentre ci fa vedere alfabeti, come decorare una busta da lettere, ci fa provare i suoi pennini, e scrive su qualsiasi cosa ognuno le porga da “battezzare”. Le chiedo dove comprare dei fogli neri (ovviamente) che non riesco a trovare, e mi dice che li prende dall’altra parte del mondo e qui in Italia non ci sono e me ne regala alcuni. Le faccio la stessa domanda per dei bicchierini che si usano per mettere l’inchiostro… “se ti va di andarli a sciacquare mentre io sistemo qui, uno te lo regalo”. Inutile dire che è custodito gelosamente nei miei “attrezzi”. Alcuni cominciano ad andarsene, quindi mi dico che è ora di fare un giro rapido di acquisti dato che la mattina non riuscivo neanche a capire chi fossi, prima di salutare. Foto di rito con settordicimila telefoni diversi.Barbarella_ig_wsHo proprio bisogno di prendere alcune cose che non trovo e che qui ci sono sicuramente (NB se a Roma – ha anche il sito –  cercate qualcosa per le arti creative, date uno sguardo Vertecchi… è il top!). Mi sbrigo tantissimo perchè la vedo che si dirige verso l’uscita ed io non l’ho salutata nè ringraziata.

“A Serè, hai pagato per il corso, che devi ringraziare???”

Il punto è esattamente questo. Una giornata come questa ti rende davvero migliore, ti arricchisce e ti fa vedere sfumature meravigliose di qualcosa che altrimenti non avresti mai conosciuto. La dolcezza, la semplicità, la passione, l’entusiasmo e la concretezza (potrei usare altre 50 caratteristiche) che mi hanno pervaso in questa giornata non sono facili da comunicare. La facilità nel parlare di vita, filosofia e sentimenti di questa donna sono un’esperienza che consiglio a chiunque sia appassionato di scrittura, ma consiglio anche a chi non lo è! Barbarella è una persona istrionica ed estremamente interessante da ascoltare, sembra rendere tangibili i concetti più eterei e con una naturalezza che non ho mai visto (forse è pari solo a quella di Piero Angela e figlio quando spiegano le cose più difficili dell’universo). Da quando ho avuto la fortuna di vivere questa giornata di20161022_174959co a tutte le *letterine* che entrano nell’argomento, che il mio consiglio è quello di investire in un corso con Barbara Calzolari. Penso che sia molto meglio fare un solo corso all’anno magari, con una persona meravigliosa e competente come lei (difficilmente equiparabile), che farne 2 o 3 con chi è meno preparato. Lo spessore di ciò che ottieni da un workshop come questo è davvero una cosa speciale.

Tanto per chiudere, mi affretto ad uscire mentre la vedo andare via, e a pochi metri dalla mia Tina le dico “Maestra ciao!!” . Torna in dietro. Mi abbraccia. E mi dice cose speciali che non scriverò qui ora. Mi sembra di salutare un pezzo di cuore. Barbarella, ciao…

 

NB – Ho atteso a lungo, come si nota dalla data, a scrivere questo post perchè ci tenevo particolarmente. Temevo che passando il tempo potessi dimenticare dettagli importanti, invece con grande gioia, mi sono resa conto che ricordo tutto come se fosse accaduto ieri! E per me è davvero una cosa degna di nota, scordarella come sono! Ho provato, e spero di esserci riuscita, a trasmettervi le emozioni e le sensazioni di un giorno speciale, in cui  ho avuto il privilegio di vivere per qualche ora, una persona oltre che una vera artista, splendida. 

***Alcune immagini sono prese dalla pagina instagram ufficiale di Barbara Calzolari***

Per approfondimenti: sito web Barbara Calzolari

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